Il suolo e i vigneti


TRE ESPRESSIONI DISTINTE
un’identità che nasce dalle differenze

 

 

Intorno al Castello della Paneretta, la terra non è mai neutra, né uniforme. È una presenza viva, stratificata, che racconta milioni di anni di trasformazioni geologiche e climatiche. Nel raggio di poche centinaia di metri, il suolo cambia colore, consistenza e vocazione, dando origine a espressioni profondamente diverse del vigneto e, di conseguenza, del vino. Questa complessità, rara e preziosa, è il cuore dell’identità di Paneretta e si manifesta con chiarezza in tre aree distinte.

 

Terrine, Torre a Destra, Torre a Sinistra

Questi vigneti si distendono su versanti esposti a est e sud-est, dove la luce del mattino accarezza le viti in modo delicato e costante. Il suolo è dominato dal Galestro, la tipica marna del Chianti Classico, una combinazione naturale di calcare e argilla, affiancata da formazioni calcaree compatte. Gli strati del terreno seguono l’andamento delle colline, creando una struttura ordinata e armoniosa. I suoli, di un caldo colore ocra, sono solo lievemente erosi e mostrano un equilibrio raro, capace di sostenere la vite senza eccessi. Da queste parcelle nascono uve concentrate, profonde, destinate a dare vini di grande struttura, complessità e longevità.

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Ciliegio, Bossolo, Barbiano

Qui il paesaggio cambia e il suolo si fa più fragile e dinamico. La struttura geologica di tipo flysch rivela strati di argilliti scistose dai toni rosso-violacei, alternati a depositi di argilla e calcare. Sono terreni che tendono naturalmente all’erosione, più poveri in sostanza organica e meno stabili nel tempo. Questa apparente fragilità si traduce però in finezza: le viti, costrette a misurarsi con un ambiente più severo, producono uve meno concentrate ma di grande eleganza. I vini che ne derivano sono più sottili, slanciati, definiti da una trama tannica delicata e da una forte espressione territoriale.

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Querciole e Poggio

Sulla sommità delle colline, dove il terreno si fa quasi pianeggiante e il vento circola libero, si trovano le vigne delle Querciole e Poggio. Qui i suoli sono meglio conservati, protetti nei secoli dall’erosione. In questi terreni è possibile leggere con chiarezza gli antichi processi di formazione, avvenuti in epoche climatiche profondamente diverse, quando l’azione del ferro e dell’alluminio sugli strati calcarei ha dato origine a suoli più profondi, compatti e strutturati. La maggiore profondità e la ricchezza di questi terreni rendono le vigne più generose, offrendo uve ideali per la produzione di vini giovani, immediati, caratterizzati da freschezza, equilibrio e piacevolezza di beva.

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