In quegli anni il Castello della Paneretta non fu solo una residenza, ma un luogo di incontro dell’anima. Pittori, poeti e viaggiatori vi trovarono ispirazione e quiete. Tra loro, Gerolamo Muzio, che dedicò al castello i suoi versi e vi rimase fino alla fine dei suoi giorni. È qui che, già nel 1596, il vino entra a far parte della storia del Castello, intrecciandosi indissolubilmente con la vita del luogo.
Nel 1696, con il matrimonio di Cassandra Capponi e il marchese Carlo Riccardi Strozzi, Paneretta si arricchì di un patrimonio culturale straordinario: codici, pergamene e libri che avrebbero dato origine alla Biblioteca Riccardiana di Firenze. Per secoli la famiglia Strozzi custodì il castello, fino al 1984, quando il Castello iniziò un nuovo capitolo sotto la guida della famiglia Albisetti, continuando a vivere e a produrre secondo la propria vocazione.